Partiamo dai conteggi. Il sito NBC news riporta al 3 aprile un totale di 1234 missili e 3986 droni lanciati dall’Iran ai paesi del Golfo.
Possiamo approssimare l’energia contenuta negli oggetti lanciati sulla base del loro peso.
Partiamo dai missili: stando alla pagina di Wikipedia sul programma missilistico iraniano, l’Iran dispone di diversi tipi di missili. Consideriamo solo quelli a corto raggio, che possono tranquillamente raggiungere tutti i paesi del golfo colpiti in queste settimane. Non avendo dati precisi su quali tipi siano stati usati, prendiamo un peso medio dei modelli a corto raggio: 4000 kg. Usando la “densità energetica” già vista in altri post, 20 kWh/kg, otteniamo circa 100 GWh.
Per quanto riguarda i droni, i famigerati Shahed-136, abbiamo ovviamente masse molto più contenute. Con i loro 200 kg e i soliti 20 kWh/kg, i quasi quattromila droni lanciati finora cubano per 16 GWh. Ancora una volta l’analisi energetica conferma le considerazioni economiche che abbiamo ampiamente sentito in questi giorni e spiegano perché i droni vengano usati così in abbondanza.
L’energia totale degli “oggetti” lanciati dall’Iran si attesta sui 116 GWh.
Come sappiamo, i missili non sono andati in una sola direzione. Gli Stati Uniti e Israele hanno colpito cumulativamente 12300 obiettivi, stando a CNN. Da questo sito specifico di tracking degli eventi del conflitto, abbiamo anche una stima dei lanci effettuati, che non sono andati ovviamente tutti a segno: circa 17000. Il dato più preciso che si trova è sui famosi missili tomahawk lanciati dagli stati uniti, il cui conteggio al 28 marzo superava (non si sa bene di quanto) gli 850. Possiamo pensare che ad oggi il conteggio si avvicini a mille. I tomahawk sono particolarmente leggeri, e con i loro 1600 kg contribuiscono con 32 GWh al conto energetico. Per i rimanenti 16000 lanci possiamo assumere missili meno performanti e utilizzare un valore di peso analogo a quello dei missili iraniani. Otteniamo quindi 1280 GWh, che sommati ai precedenti fa arrivare l’energia lanciata da Stati Uniti e Iran a circa 1300 GWh.
Interessante notare l’ordine di grandezza di sproporzione tra le due fazioni nel conflitto, che nonostante l’evidente sbilanciamento di forze sembra doversi protrarre ancora troppo a lungo (Risiko docet).