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Un bel piatto di petrolio alle vongole

kWh
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7 giugno 2024 260 parole

Secondo questo studio una porzione di 70 grammi di spaghetti (cotti) ha un costo energetico di circa 1,1 kWh.
Per produrre quella quantità pasta serve un decimetro quadrato di terreno coltivato a grano che, data una efficienza della fotosintesi clorofilliana pari al 1% nel trasformare l’energia solare in energia chimica, converte circa 3 kWh di radiazione solare in 30 Wh. Che significa? Significa che quando mangiamo un piatto di spaghetti l’energia che incorpora è fatta al 98% da petrolio (e altri combustibili fossili) e solo al 2% dal sole. Infatti il petrolio è necessario per dissodare i campi ed irrigarli, per seminare, arare e trebbiare il grano, serve per fertilizzare il terreno e realizzare e distribuire i pesticidi e i diserbanti, serve per confezionarlo una volta raccolto e trasportarlo per la molitura, serve per trasformarlo in farina poi per riconfezionarlo e trasportarlo al pastificio, e ancora per alimentare gli impianti che producono gli spaghetti, per realizzare il packaging e trasportarli al punto vendita, e infine a noi per andarli a comprare e cuocerli poi a casa.
Ricorda la famosa canzone di Sergio Endrigo “ci vuole un fiore”, ma con un soggetto diverso!

L’agricoltura ci viene rappresentata come una dimensione bucolica di rispetto e cura dell’ambiente, il che probabilmente – in una certa misura o nella percezione di chi vi opera – è vero, ma dai campi coltivati, dai frutteti e dalle vigne, sulla nostra tavola arrivano in media sempre 98 parti di petrolio e 2 di sole.

Spunto energia nel cibo (basato su carne, ma con confronti con vegetali): https://www.youtube.com/watch?v=F1Hq8eVOMHs