Tosaerba, soffiatori e rastrelli. Anche il verde ha un impatto ambientale!

MWh
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Immagine creata con IA, consumo energetico circa 0,1 Wh

6 gennaio 2026 778 parole

Il verde urbano è una risorsa preziosa: offre ombra contro le ondate di calore, assorbe gli inquinanti atmosferici, accoglie biodiversità e migliora la qualità della vita. Raramente tuttavia pensiamo a quanta energia serve per la sua manutenzione. Dietro a ogni prato tagliato, siepe rifinita o vialetto spazzato, ci sono macchine, motori e persone che consumano energia ed emettono inquinanti.

In questa pillola vediamo quanta energia richiede la manutenzione del verde, cosa cambia passando dai motori a scoppio a quelli elettrici e cosa succede se utilizziamo strumenti manuali – come il rastrello – e quali riflessioni tutto questo apre sulla gestione del verde pubblico nelle città italiane.

Iniziamo con un confronto tra gli attrezzi da giardinaggio con motore a scoppio ed elettrici:

Energia consumata in 1 ora da una persona di 70kg di peso
AttrezzoAlimentazioneEnergia richiesta per 1 ora di lavoroNote
Tosaerbaelettrica0,8 – 1,2 kWh elettriciEfficienza elevata, zero emissioni locali
Tosaerbabenzina5 – 10 kWh (≈0,5–1 L benzina)Solo una parte diventa lavoro utile
Soffiatoreelettrica1,0 – 1,5 kWh elettriciUso intermittente, alta potenza
Soffiatorebenzina6 – 8 kWh (≈0,6–0,8 L benzina)Rumore ed emissioni elevate
Decespugliatoreelettrica0,5 – 0,8 kWh elettriciCarico variabile
Decespugliatorebenzina4 – 6 kWh (≈0,4–0,6 L benzina)Motore poco efficiente

Osserviamo che:

  • un attrezzo difficilmente lavora al 100% della sua potenza nominale dichiarata (espressa in Watt): pause, manovre di posizionamento e variazioni di resistenza del materiale fanno sì che l’assorbimento medio sia spesso tra il 40% e il 70% della potenza di targa.
  • In un motore a scoppio l’efficienza della conversione dell’energia del combustibile (1 litro di benzina = ca. 10 kWh) in lavoro meccanico è piuttosto bassa (circa 20–30%), mentre i motori elettrici hanno efficienze molto più elevate, per cui questi ultimi richiedono minore energia primaria per lo stesso lavoro.
  • Un tosaerba elettrico usato per un’ora può consumare circa 0,8–1,2 kWh di elettricità, quantità confrontabile con l’uso di un forno elettrico domestico per un’ora. Un tosaerba a benzina, pur producendo lavoro simile, richiede una quantità molto maggiore di energia primaria (carburante).

I soffiatori sono comunemente usati per pulire, vialetti e prati da foglie o detriti, con maggiore rapidità rispetto a strumenti manuali come il rastrello. Ma quanta energia e quanto tempo si risparmia in realtà?

Un soffiatore elettrico consuma circa 1–1,5 kWh all’ora. Un operatore con rastrello non consuma elettricità, ma spende energia umana. Se convertissimo idealmente il lavoro umano in “energia consumata”, un’ora di lavoro manuale produce qualche decina di watt-ora di lavoro effettivo, nettamente inferiore rispetto agli strumenti meccanici – ma con tempi di completamento molto più lunghi per aree estese.

In termini pratici con un soffiatore elettrico si può completare una zona ampia in pochi minuti, consumando ~0,2–0,4 kWh per un intervento breve. Con il rastrello, lo stesso lavoro richiede molto più tempo umano ma praticamente nessuna energia elettrica o fossile se non quella incorporata nel cibo necessario all’uomo per svolgere tale attività (che può peraltro essere tutt’altro che trascurabile: ne abbiamo parlato qui) . Questo confronto non nega l’utilità degli strumenti meccanici nelle operazioni su grandi superfici, ma evidenzia che il guadagno in tempo si paga in energia consumata, e che in molte situazioni urbane di piccola scala il lavoro manuale è competitivo in termini di sostenibilità.

La città di Torino ha una elevata quantità di verde pubblico, (circa 23,6 m² di verde per abitante). La manutenzione del verde richiede significativi investimenti economici e di risorse umane: 21 km2 = 2100 ettari = 210.000 ore di lavoro (ipotizzando 100 ore di lavoro per ogni ettaro). Con i valori elencati nella tabella precedente se tutto fosse gestito con macchine a scoppio stiamo parlando di circa 1 GWh (5 kWh per ogni ora macchina di lavoro) contro 200 MWh se il tutto fosse gestito con macchine elettriche.

Ma non si tratta solo di tagliare meno, ma anche di tagliare meglio! Alcune linee guida promuovono tecniche di gestione differenziata dei prati, tagli con metodi e attrezzature più efficienti, oltre alla valorizzazione della biodiversità urbana. Negli ultimi anni alcune amministrazioni stanno sperimentando approcci diversi, come lasciare alcune zone più naturali (e più ricche di biodiversità) come prati fioriti o aree “selvatiche”, o introdurre specie che richiedono meno interventi.

Il verde è parte della infrastruttura urbana che risponde ai cambiamenti climatici, alla qualità dell’aria e alla salute pubblica. Tuttavia, per renderlo realmente sostenibile, occorre considerare anche il costo energetico delle attività di manutenzione: dalla scelta degli attrezzi fino alle strategie generali di gestione. Passare da motori a scoppio inefficienti a soluzioni elettriche è un passo importante ma rendere più intelligente la gestione può essere ancora più efficace per ridurre l’energia complessiva spesa.

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