La Bibbia, il destino dell’uomo, il cambiamento climatico e la produzione di kiwi

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6 gennaio 2026 701 parole

*Dio creò maschio e femmina e disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente che si muove sulla terra» (*Genesi 1:26-28)

Da sempre l’uomo si sente investito di una missione dominatrice sulla natura, trovandone la ragion d’essere nella sua superiore intelligenza, nel suo stesso destino, sinanche nella volontà esplicita di Dio (come nel passo della Bibbia sopra riportato).

L’uomo è riuscito persino a superare i limiti fisiologici che la natura pone di norma agli esseri viventi in modo da limitarne la popolazione: siamo tantissimi. Il totale della biomassa del genere umano sommata a quella degli animali allevati a proprio uso (mucche, polli, maiali, etc.) rappresenta oggi più del 98% della massa di tutti i mammiferi esistenti. Senz’altro una storia di grande successo dal punto di vista biologico.

Senonché questo sviluppo abnorme ha effetti destabilizzanti e devastanti sulle risorse naturali e sull’ecosistema, effetti denunciati degli scienziati di tutto il mondo che, come Cassandre gridando nel deserto, cercano da decenni di mettere in guardia dagli esiti nefasti di una cultura basata sulla crescita dei consumi e sulla distruzione delle risorse naturali.

Niente da fare. Di fronte ad un problema la prassi non è mai la rimozione delle cause dello stesso ma l’adozione di “soluzioni innovative” che, nella maggior parte dei casi, diventano anch’esse cause di nuovi problemi da risolvere, che spesso si sommano al precedente. Il fatto è che le “soluzioni innovative” alimentano la crescita, la rimozione delle cause spesso la pregiudica.

Gli esempi sono innumerevoli, basti citare (in ottica macro) le tecnologie per lo stoccaggio dell’anidride carbonica (CCS – Carbon Capture Storage) quale “soluzione” per ridurre le emissioni di CO2 in atmosfera: grazie ad esse non solo si può continuare a bruciare i combustibili fossili necessari per alimentare la società ed economia del “pirocene” (la nostra civiltà del fuoco), ma si crea un’ulteriore interessante opportunità di sviluppo, crescita, consumo. Non a caso il CCS è una delle risposte privilegiate dai sacerdoti del “BAU – Business as Usual”. Peccato che queste tecnologie siano ancora prototipali e ben lungi dall’essere efficaci ed efficienti. Al limite anche diverse presunte attività “compensative” delle emissioni, come ad esempio “piantare alberi” (al netto della reale reale efficacia di tale prassi), piacciono perché additive, perché tendono a salvaguardare il mondo BAU. O ancora pensiamo alla “Stardust solution”, la startup israeliana che intende contrastare il riscaldamento globale oscurando il cielo per ridurre la radiazione solare: perché sottrarre quando si può aggiungere? Perché abdicare al destino manifesto ed ignorare il mandato divino di dominare la natura ed il mondo?

Che poi oscurare il cielo ha veramente qualcosa di biblico…

Anche nel piccolo questo resta l’approccio comunque privilegiato. Ne è un minore ma comunque emblematico esempio la deroga concessa di recente rispetto al divieto di uso del Dormex, un fitofarmaco vietato da quasi vent’anni.

Il fatto è questo: la produzione di kiwi sta patendo negli ultimi anni significativi cali di produzione (specialmente nel sud Italia) a causa del cambiamento climatico, in particolare a causa della mancanza di periodi sufficientemente lunghi di freddo, cosa che fa fiorire le piante in modo anticipato, casuale e discontinuo, riducendone la resa produttiva fino al 40%.

Ma preferiamo ignorare sistematicamente i danni sostanziali (ed economici) del cambiamento climatico, soprattutto quando c’è una bella ed efficace soluzione additiva!

La soluzione è derogare al divieto di uso del Dormex: un fitofarmaco regolatore e stimolatore della germogliazione delle piante, in grado di contrastare gli effetti del cambiamento climatico. Tuttavia, esso espone gli utilizzatori a quantità di idrogeno cianammide (sostanza tossica simile al cianuro) oltre 100 volte superiori a quelle massime ammissibili per la salute, tant’è che il Dormex è stato vietato in Europa già dal 2008. Ma l’uso in deroga in Grecia (principale competitor nella filiera produttiva in questione) ne ha, ahinoi, “reso necessaria” la reintroduzione anche in Italia.

In sintesi: il cambiamento climatico non si contrasta cercando di rimuoverne le cause ma introducendo nuove soluzioni che mirino a moderarne gli effetti, a qualunque costo, aggiungendo invece di sottrarre, seguendo come unica bussola le esigenze della produzione e dei consumi, che devono continuare a crescere.

D’altronde è scritto così anche nella Bibbia no?