Il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha partecipato negli scorsi giorni al “Forum in Masseria”. Qui la registrazione dell’evento.
In quell’occasione il Ministro che è - come è noto - un acceso sostenitore della reintroduzione in Italia dell’energia nucleare (analogamente a Bruno Vespa che lo intervistava e tutto il parterre dei partecipanti all’incontro), sbaglia per tre volte consecutive il nome della prima e più importante azienda che nel mondo costruisce reattori nucleari, la Westinghouse (chiamandola “Ueschintaus”).
La cosa dovrebbe essere considerata una innocua distrazione linguistica, una lieve dislessia o un errore inaccettabile da parte del massimo rappresentante nazionale della politica energetica nazionale?
Probabilmente qualcosa tra le due cose. Ma assai più grave ci pare quanto detto dallo stesso Ministro poco dopo, prontamente (e diremmo bruscamente) interrotto da Bruno Vespa (che, da abile manovratore della barcaccia dell’informazione quale è, si è probabilmente reso conto dello scivolone). Infatti interrogato sulle tempistiche di realizzazione previste dalla politica energetica nazionale il Ministro dice (al min 1:04:18):
Sapete perché ho messo il 2045 nel PNIEC? il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima ha previsto nel 2045 l’energia da fusione. Ma perché? Perché venne da me il gruppo di lavoro sul PNIEC e mi disse: “l’energia da fusione sarà dal 2060, va oltre l’ipotesi di scenario”. E io ho detto no, perché voglio esserci all’inaugurazione e ho imposto il 2045 come inaugurazione…
E infatti nel PNIEC è scritto: “è possibile prevedere una piccola quota di energia da fusione a ridosso dell’anno 2050, quando potrebbero essere disponibili i primi impianti”.![][image1]
Ora, se il gruppo di lavoro del PNIEC - che non sarà costituito da ventenni - dice al Ministro, (che è un fan della fusione nucleare) “la fusione và al 2060, oltre l’ipotesi di scenario”, in italiano significa più o meno “non esiste nulla di concreto, non sappiamo se mai esisterà, noi saremo tutti morti o quasi, quindi se anche dopo il 2060 della fusione non se farà niente, anche sticazzi”.
Ma il Ministro vuole esserci all’inaugurazione! Gli piace un sacco l’idea. Non è un ingegnere e non ne capisce nulla (per sua stessa ammissione) ma la fusione vuole vederla. Quindi la fa mettere nel PNIEC. il documento tecnico che guida la politica energetica italiana. E chissene che la fusione non esiste. Buttiamo il cuore oltre all’ostacolo!
Ma a questo punto ci chiediamo: perché il Ministro Salvini, invece del ponte sullo stretto, non inserisce il teletrasporto nel Piano Integrato MIMS 2024-2026? Avrà ben visto anche lui Star Trek e quanto il teletrasporto è un sistema di trasporto figo, sicuro ed efficiente? Vabbè oggi non esiste, ma nel 2045…