Pattinare sul ghiaccio con il clima che cambia

MWh
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7 febbraio 2026 777 parole

In questa stagione le amministrazioni comunali mettono spesso una pista di pattinaggio su ghiaccio all’aperto a disposizione dei cittadini e dei turisti. Specialmente sotto Natale, sotto una cornice di neve, luci e canzoni natalizie acquisiscono un fascino che cattura adulti e bambini – complice anche la cinematografia natalizia americana e luoghi iconici come la pista di pattinaggio a New York sotto il Rockefeller Center.

Purtroppo l’immaginario natalizio fatto di ghiaccio e neve, slitte e campanelli dovrà molto probabilmente subire sostanziose modifiche e tagli anche alle nostre latitudini (già oggi ci chiediamo come vivono questo immaginario natalizio globalizzato gli abitanti di Buenos Aires, Sidney o Città del Capo, dove a Dicembre splende il sole e ci sono 30 gradi °C…). Certamente nulla è cambiato per i finlandesi e i norvegesi, ma già intorno al 45 parallelo (nord Italia), negli ultimi decenni l’unica neve che si è vista il giorno di Natale è quella spruzzata con le bombolette sugli abeti finti o sui presepi, sostituita per lo più da giornate soleggiate e relativamente calde. Si chiama cambiamento climatico, che tuttavia non è stato accompagnato dal cambiamento delle abitudini. In particolare si ignora il fatto che tra i diversi effetti del cambiamento climatico c’è anche quello (ma guarda un pò) di rendere le piste di pattinaggio particolarmente costose ed impattanti sull’ambiente.

Una pista di pattinaggio è un gigantesco congelatore a cielo aperto che opera 24/7 per mesi durante la stagione invernale, combattendo contro l’aria ambiente e la luce solare.

Non è stato facile trovare dei dati sugli impianti di pattinaggio su ghiaccio significativi (la maggior parte sono relativi a piste di pattinaggio del nord Europa o Canada, poco confrontabili con le nostre) o attendibili (la maggior parte sono forniti da aziende che realizzano piste di pattinaggio). Secondo la maggior parte delle fonti comunque una pista di pattinaggio all’aria aperta (quelle indoor sono differenti) ha un consumo medio di energia intorno a 150-350 kWh per metro quadro all’anno.

Uno studio significativo riporta i risultati di un’analisi fatta su una pista outdoor di 600 m2 aperta al pubblico tra le 10 AM e le 10 PM da novembre 2016 a marzo 2017 nei pressi di Bucarest (che ha un clima simile a quello del nord Italia), il cui consumo energetico medio è stato di 833 kWh al giorno (69 kWh / ora). Ogni metro quadro di pista ha quindi un consumo medio di circa 140 W. In un mese consuma 25 MWh.

La pista di pattinaggio di Piazza dei Martiri, a Belluno, con una superficie simile (circa 450 m,2) ha registrato nel periodo natalizio un numero molto elevato di pattinatori (circa 7000), il che significa (applicando i valori della pista di Bucarest) che ogni pattinatore in media ha consumato 4,8 kWh: come tenere accesa una lampadina vecchia maniera (ad incandescenza) per due giorni o una stufa elettrica per 3 ore.

La pista di Belluno è più piccola ma il costo energetico riportato nello studio che abbiamo utilizzato come base è relativo al solo consumo di elettricità durante il funzionamento, non tiene conto né dei costi energetici relativi al montaggio e smaltimento (logistica, generatori ausiliari, materiale di consumo, etc.), nè dell’energia incorporata della struttura e degli impianti di servizio). Il valore in questione è quindi è sicuramente assai più alto.

Se poi la frequenza della pista non è alta come a Belluno (con i suoi 175 pattinatori al giorno), il costo energetico pro-capite aumenta (anche se non in modo lineare poiché l’alta affluenza è uno dei fattori che determina una crescita significativa dei consumi, per il ripristino della superficie ghiacciata).

Occorre infine considerare cosa succede al variare della temperatura dell’aria. Per dire, il 2023-2024 è risultato l’inverno più caldo degli ultimi 70 anni, con un’anomalia termica in Piemonte di +2.8°C (rispetto alla media 1991-2020). Una simile analoga anomalia a dicembre aumenta il consumo di elettricità di una pista “modello Bucarest” del 6% (fonte), ma il problema è dato soprattutto dalle temperature massime, non dall’aumento medio, perchè l’efficienza energetica degli impianti diminuisce esponenzialmente all’aumentare della temperatura. Il 22/12/2023 a Torino la temperatura massima registrata è stata di 21,6 °C (un record siamo d’accordo, ma il 28/12/2024 è stata comunque di 14,8 °C). Sopra i 3 °C gli impianti di refrigerazione cominciano a dover lavorare in continuo per compensare gli effetti dei moti convettivi dell’aria sulla superficie del ghiaccio. Inoltre al salire della temperatura diminuisce il Coefficente di Prestazione (COP) del sistema, aumentando il fabbisogno energetico. Con una temperatura esterna di 20 gradi il consumo di energia della pista passa da 61 kWh (dato medio) a 336 kWh per ogni ora di funzionamento (fonte), cioè il pattinatore passa a consumare da 4,2 a 23 kWh!