Quando impastiamo a mano, consumiamo un sacco di energia. Quando acquistiamo la pasta al supermercato il costo dell’energia necessaria per realizzarla, inclusa nel prezzo di vendita, è trascurabile. Come è possibile?
Utilizzando una vecchia impastatrice manuale con estrusore in un’ora e mezza di lavoro abbiamo fatto mezzo chilo di maccheroni: un risultato soddisfacente! Ma vediamo qualche numero sull’energia spesa.
Un adulto che lavora fisicamente sodo produce circa 100W medi di potenza meccanica. Nel nostro caso 100W per 90 min fa 0,15 kWh di energia meccanica. Il corpo umano è però un motore con rendimento di circa il 25%: l’energia metabolica consumata è quindi ~0,60 kWh, equivalente a circa 500 kcal — come correre 5 km. Una bella palestra fare mezzo chilo di pasta!
Per fare la stessa cosa una impastatrice da cucina assorbe 0,11 kWh (330 W per 15 minuti). La macchina fa lo stesso lavoro meccanico in 1/6 del tempo, con un consumo energetico totale 5 volte inferiore a quello metabolico umano.
In Italia circa il 50% dell’elettricità viene prodotta con il gas naturale (importato prevalentemente da Algeria o Azerbaigian). Mettiamo il caso che gli 0,11 kWh elettrici necessari per alimentare la nostra impastatrice li fornisca una moderna centrale a gas: per farlo brucia circa 20 litri di gas naturale, a un costo di meno di 2 centesimi di euro.
Il lato economico: quanto vale un’ora e mezza del tuo lavoro? Con un costo orario di 10€/ora, 90 minuti di lavoro fisico sodo varrebbero 15 €. Mezzo chilo di maccheroni al supermercato costa ~0,80–1,20 €. Il tuo lavoro manuale varrebbe 20–30 volte il prezzo del prodotto finito. Non è che la pasta costi poco: è che il lavoro necessario per farla è quasi interamente svolto dall’energia fossile, al costo di pochi centesimi.
15 euro è il valore del lavoro umano per fare a mano 500g di pasta. 0,02 € è il costo del gas per fare la stessa cosa con una macchina: 750 volte meno. Grazie ai combustibili fossili mezzo chilo di maccheroni costano 1 euro e diventano accessibili a tutti e non ai soli ricchi (come è stato per secoli). Mezzo chilo di maccheroni a 1 € è il prodotto di una sovvenzione nascosta di decenni di combustibile fossile accumulato sottoterra.
E se togliessimo il combustibile fossile anche dalla filiera agricola? Abbiamo qui parlato di lavoro per fare la pasta ma non di quello necessario per produrre la semola. Anche in questo caso i numeri sono rilevanti e inducono ad una riflessione su quanto la società ed economia umana contemporanea sia indissolubilmente legata all’abbondanza di combustibili fossili a basso costo, una circostanza che, occorre sempre ricordare, è per natura inevitabilmente transitoria. Nel parleremo in un’altra pillola.