Tra i tanti lussi che l’abbondanza relativa di combustibili fossili ha garantito fino ad oggi ad un numero elevatissimo di persone c’è l’acqua calda corrente: poco più di 100 anni fa neanche i più ricchi potevano permettersi questo lusso (l’acqua andava scaldata sul fuoco…). Una bella doccia calda quando si vuole, on demand.
Abbiamo già trattato il tema dei costi energetici di una doccia calda in questo post. Qui vogliamo quantificare un lusso ancora più “estremo” che la tecnologia (e l’energia a basso costo relativo) negli ultimi 50 anni fino ad oggi ha potuto offrire: l’acqua corrente calda “istantanea”.
Forse non tutti sanno che nei sistemi di distribuzione domestica dell’ACS (Acqua Calda Sanitaria) si trova oggi spesso un elemento il cui scopo è, appunto, garantire a chi si vuole lavare dell’acqua calda immediatamente disponibile, appena si apre il rubinetto: la “pompa di ricircolo”. Infatti, in una abitazione il rubinetto può essere lontano dall’elemento che scalda l’acqua (caldaia, boiler o altro) e in questo caso, di norma, serve tempo affinché l’acqua arrivi calda.
Tutti abbiamo fatto questa esperienza, tenendo la mano sotto il getto d’acqua prima di mettervi le altre parti del corpo. E chi ha voglia oggi di aspettare 2-3 minuti che l’acqua arrivi calda, che poi magari tocca pensare a qualcosa nel frattempo!
Ma la tecnologia è pronta a venire incontro alle nostre esigenze e inventa il “ricircolo”: un circuito idraulico parallelo a quello principale in cui una pompa fa girare costantemente acqua calda, in modo che da questo possa essere immediatamente riversata in quello del rubinetto che viene aperto: l’attesa diventa 2-3 secondi, un successone!
Vediamo qual’è il costo energetico di questo successo.
Cominciamo con un investimento di 1 MWh circa in una rete parallela di 50 m di tubazioni coibentate: 415 kWh per i tubi e raccordi in acciaio (1,5 kg x 50 m x 5,5 kWh/kg), 525 kWh per il rivestimento in polistirene espanso (0,3 kg x 50 m x 35 kWh/kg) + 30 kWh (a forfait…) per la pompa di ricircolo (rame, acciaio, compositi e altro), la centralina di controllo, cavi elettrici, etc.
A questo punto vediamo gli e-costi operativi, che sono di due tipi: l’energia consumata dal pompa di ricircolo e l’energia termica dissipata attraverso i tubi.
I primi sono di norma bassi: con un consumo di 5W in un anno di uso anche continuo fa meno di 45 kWh. Il grosso del consumo è infatti causato dalla dispersione del calore dell’acqua calda sanitaria attraverso i tubi del sistema di ricircolo e della conseguente necessità per la centrale termica di riscaldarla in continuo. Qui è veramente difficile fare delle stime, che dipendono da molti fattori (coibentazione del sistema e della casa, tipo di riscaldamento dell’ACS, orari di attività del sistema, etc.), Inoltre se il calore disperso nell’abitazione dal sistema in inverno può contribuire a ridurre il costo energetico della climatizzazione, in estate può causarne un incremento (per il condizionamento). Secondo questo studio tale consumo energetico può variare tra 25.500 e 127.500 kWh all’anno, per una rete condominiale di 6 appartamenti.
Se i numeri dello studio sono corretti si tratta di un impatto enorme: se consideriamo che un’abitazione di 100 mq in classe A ha un consumo di energia per riscaldamento pari a 2000 kWh/anno, il lusso dell’acqua istantanea al rubinetto può far schizzare questo valore a 22.000 kWh! Un valore che è superiore al consumo di un’abitazione in classe G (16.000 kWh/anno), ma in cui, di tanto in tanto, si passano 2-3 minuti davanti al rubinetto. Magari a pensare.