Il 29 marzo scorso abbiamo avviato un lavoro di analisi energetica del menù del Bistrot dell’Associazione Rubens, nell’ambito di un progetto cofinanziato dalla Fondazione Compagnia di San Paolo. Il Bistrot ha così potuto offrire ai propri clienti i dati di energia incorporata in alcuni dei piatti proposti, con alcune indicazioni aggiuntive al fine di allineare i valori in questione con l’esperienza quotidiana delle persone.
L’iniziativa si pone nel quadro dello sforzo di Resconda di rendere più evidente e trasparente l’impatto ambientale delle scelte alimentari delle persone: un aspetto sostanzialmente (ed assurdamente) trascurato sia dalla comunicazione mainstream che dalle autorità pubbliche, nonostante il fatto che il 35% delle emissioni globali di GHG siano da attribuire alla produzione alimentare.
L’analisi (LCA) ha preso in considerazione l’energia accumulata (CED) nelle materie prime – utilizzando i dati elaborati da Agribalyse – e i dati raccolti sul campo relativamente all’energia utilizzata nel processo di preparazione dei cibi (cottura), normalizzando il tutto al concetto di porzione media per persona.
Qui sotto i risultati relativi ad un numero limitato di proposte del Bistrot. Per ogni preparazione sono indicati i valori stimati dell’energia impiegata per la produzione delle materie prime, quella per la cottura ed il totale, il tutto distinto in energia “verde” (da fonte rinnovabile) e grigia (da fonte fossile). L’ultima colonna riporta il valore (in Wattora/Wh) dei piatti in questione, con una scala di colori variabile in funzione dell’entità del contenuto energetico (il piatto n.33 “costoletta alla milanese con patate” non è stato considerato nella scala di colori a causa del suo valore 10 volte superiore!)
Questi alcuni tra i pannelli associati ai piatti proposti presentati al pubblico.
Dai due cartelli sopra è possibile apprezzare l’enorme differenza in termini energetici tra i 0,38 kWh di un piatto di riso con verdure e i 10 kWh della costoletta alla milanese: 26 volte tanto!
Un’altro dato interessante è la conferma dell’elevato peso energetico delle materie prime rispetto al processo di preparazione (cottura) del cibo. Potrebbe infatti essere assai più sensato – volendo ridurre il proprio impatto ambientale – selezionare le materie prime a minor contenuto energetico invece di, ad esempio, sostituire i fornelli a gas con un sistema a induzione, per quanto quest’ultimo sia energeticamente assai più conveniente, come abbiamo visto in questa pillola.
Il lavoro con l’Associazione Rubens prosegue nell’ambito del progetto “La collina che dà i numeri”, con l’obiettivo di inserire nel menù, accanto al prezzo dei piatti, anche il relativo impatto energetico (ed ambientale), al fine di rendere anche quest’ultimo un parametro determinante nelle scelte d’acquisto dei clienti del Bistrot!
Scrivici se ti interessa avere informazioni sul progetto.