Ne abbiamo parlato qua e là ed è ora di spiegarlo meglio, perché l’EROEI è un parametro fondamentale per chi si occupa di energia e dei suoi effetti sulla società (e sull’economia) pur essendo curiosamente sostanzialmente ignorato dalla quasi totalità degli economisti.
Un sistema di produzione di energia - che sia una centrale elettrica a gas, un impianto idroelettrico, fotovoltaico, eolico, nucleare o altro - oltre a produrre energia ne consuma anche, e sicuramente ha richiesto parecchia energia la sua realizzazione.
L’EROEI (Energy Returned On Energy Invested) è il rapporto tra l’energia che un sistema restituisce nell’arco della sua vita utile e l’energia complessivamente investita per renderlo disponibile: estrazione delle materie prime, produzione dei componenti, trasporto, installazione, manutenzione, smaltimento.
Un EROEI di 10 (10 a 1) significa che per ogni unità di energia investita se ne ottengono dieci; un EROEI di 1 significa che il sistema restituisce esattamente quanto costato, cioè che è energeticamente inutile. un EROEI inferiore a 1 significa che il sistema è energeticamente “dannoso”.
Da questo numero dipende quanta energia “netta” resta a disposizione della società, una volta ripagato il debito energetico. La letteratura scientifica (in particolare i lavori di Charles Hall - che abbiamo avuto ospite di un nostro evento due anni fa - ed altri) indica alcune soglie di riferimento: parlando del petrolio, ad esempio, Hall ritiene che con un EROEI inferiore a 3 questo non è praticabile, poiché tra l’estrazione (in questo caso l’EROEI è calcolato “alla bocca del pozzo” o “Point of Extraction - POE”) e l’uso finale (“Point of Use - POU”: un litro di benzina nel serbatoio, un kWh alla presa elettrica) si perde molta altra energia: raffinazione, trasporto, distribuzione, le infrastrutture stesse necessarie per portare il combustibile o l’elettricità dal punto di produzione al punto di consumo. Hall e colleghi stimano che questa catena “a valle” del POE consumi grosso modo i due terzi dell’energia estratta. Di conseguenza, un giacimento con EROEI 3 (POE) arriva, a rendere circa 1 nel serbatoio dell’automobilista (POU): pareggio, energia netta pari a zero! Intorno a 5 (POE) il sistema diventa marginalmente sostenibile e può essere sufficiente per sostenere una società semplice (tipicamente una società agricola con una modesta differenziazione sociale e tassi di crescita della popolazione molto bassi, più o meno quella umana dalla diffusione dell’agricoltura fino al 19° secolo). Per sostenere una società complessa e industriale, con scuole, ospedali, tempo libero, pensioni e quant’altro servono valori medi dell’ordine di 12-13 (POE), che sono stati ottenuti principalmente grazie ai combustibili fossili.
Ma quali sono gli EROEI dei sistemi attuali di produzione di energia? La risposta è, come quasi sempre: dipende. Infatti se il concetto di EROEI è “autoevidente”, più difficile è applicarlo nella pratica, poiché i valori variano molto a seconda della metodologia di analisi adottata, della tecnologia, del luogo in cui opera, come è stata costruita, come viene gestita, eccetera. Per questa ragione i valori sono molto variabili e in letteratura vengono prudentemente riportati come intervalli, non come valori fissi.
Qui sotto un elenco dei valori di EROEI (minimo, massimo e medio) riportati in letteratura1 relativamente ad alcune tecnologie/vettori energetici. Da tenere presente che il limite minimo è da considerarsi indicativo di una “best practice”, infatti può in ipotesi essere ridotto (anche fino a 0) ad esempio installando una turbina eolica in pianura padana o un pannello fotovoltaico all’interno di una grotta! Difficilmente invece un sistema può discostarsi dal valore massimo (che tende a rappresentare un limite fisico al rendimento della tecnologia).
| Tecnologia / Vettore Energetico | EROEI | NOTE | ||
|---|---|---|---|---|
| MIN Utile/Storico | MAX Riscontrato | MED Globale/Tipico | ||
| Petrolio e Gas | 4.2 POU 10 Produzione USA 2007 | 100 Texas anni ‘30 60 Messico 2000 | 18 – 20 POE 4.2 POU armonizzato | Storicamente altissimo all’estrazione (POE), ma si abbassa drasticamente al POU, soprattutto se trasformati in elettricità. Il downstream di raffinazione e trasporto pone un limite fisico massimo invalicabile di 8.7 per la benzina, indipendentemente dall’efficienza estrattiva. |
| Gas Naturale Convenzionale | 14 Canada 2006 5.6 POU | 120 Pennsylvania 1986 | 20 - 67 POE 5.6 POU armonizzato | Il gas ha l’EROEI termico più alto, ma il POU è fortemente penalizzato dai costi energetici di compressione e trasporto nelle reti di distribuzione (che assorbono circa il 18% dell’energia trasportata). |
| Shale Gas (Fracking) | 5.2 POU | 82 POE | 5.2 POU | Può mostrare un elevatissimo EROEI al pozzo, ma la conversione in elettricità e la distribuzione comportano ingenti perdite termodinamiche, riducendolo drasticamente al POU. Inoltre i giacimenti hanno una vita relativamente breve. |
| Carbone | 30 USA anni ‘80 8.8 POU | 80 USA anni ‘50 e 1990 | 46 POE globale 8.8 POU armonizzato | Il carbone mantiene un EROI di estrazione piuttosto alto, ma la preparazione del carbone duro impone investimenti energetici significativi. Al POU armonizzato scende sotto la soglia critica di 10. |
| Sabbie e Scisti Bituminosi | 2 - Sabbie | 10 - Scisti | 4 - Sabbie 7- Scisti <5 POU | Fonti fossili non convenzionali a bassissimo rendimento energetico fin dall’estrazione, ampiamente penalizzate dai trattamenti termici preliminari necessari. |
| Energia Nucleare | 5 Stime conservative | 15 | 14-15 POE | L’EREOI nucleare è oggetto di forti dibattiti per via dell’inclusione o esclusione dei costi energetici di arricchimento dell’uranio, dello smantellamento e della gestione delle scorie. |
| Idroelettrico | 50 | 100-200 | 84 POE >100 (potenza elettrica equivalente) | È in assoluto la tecnologia di produzione di elettricità con il rendimento più elevato. Non richiede combustibili in fase operativa e, una volta ammortizzato l’investimento energetico iniziale, restituisce energia quasi “gratuita” per decenni. È limitata dalla disponibilità geologica. |
| Eolico | 10 | 30-40 | 18-20 POE | Un’ottima risorsa rinnovabile. Se armonizzata pesando l’alta qualità dell’elettricità prodotta rispetto al calore fossile, si attesta stabilmente sopra la soglia critica di 10 (POU). |
| Solare Fotovoltaico | 7.5 | 12-15 | 8-15 POU | Presenta un’ampia variabilità geografica. L’armonizzazione metodologica standard conferma valori reali di utilizzo superiori a 10 in condizioni di rete adeguate. |
| Etanolo da Canna da Zucchero | 8 | 21 POU | 8-10 | È il biocarburante di gran lunga più efficiente. Richiede poca energia di raffinazione (solo il 2% dell’energia contenuta nel combustibile finale viene spesa nel processo). |
| Etanolo da Mais | 0.64 (deficit energetico) | 1.6 POU | 1.1-1.3 | Estremamente inefficiente. Al POU l’EREOI massimo è di 1.6 a causa del costo energetico di raffinazione (distillazione) che supera il 60% dell’energia del combustibile stesso. |
| Biomassa Solida (Cippato locale vs Pellet) | 1.6 - Pellet | 32 - Cippato locale | Variabile | Il cippato di legno locale a filiera corta ha un ottimo EROI grazie alla semplicità di trasporto. Al contrario, se la biomassa viene pellettizzata industrialmente, l’essiccazione e la compressione consumano il 51% dell’energia utile ed anche il trasporto può incidere significativamente, facendo crollare l’EROEI a livelli non sostenibili. |
Questi numeri dovrebbero essere incorniciati e appesi sopra la scrivania di tutte le persone che prendono decisioni in ordine alla politica energetica di un Paese.
Alcune considerazioni al riguardo:
- La superiorità dei fossili (al POU) è infondata, poiché si basa sull’errore metodologico di confrontare l’estrazione fossile (POE) con l’elettricità rinnovabile pronta all’uso (POU), soprattutto in un contesto di crescente elettrificazione.
- Quando si analizza l’intera catena di fornitura fino al POU, tutte le principali fonti fossili (petrolio, gas, carbone) scendono a un EROEI inferiore a 10 (mediana del petrolio a 4.2) a causa degli enormi costi energetici di raffinazione, trasporto e perdite di rete.
- Al contrario, le rinnovabili elettriche (idroelettrico, eolico e solare fotovoltaico), quando armonizzate per la qualità del vettore elettrico, si posizionano tutte pari o al di sopra di 10.
Ciò detto l’EROEI racconta solo una parte della storia: non considera infatti l’intermittenza della produzione (tipica delle fonti rinnovabili) e del consumo (determinato dai modelli correnti di uso dell’energia nei diversi contesti socioeconomici).
Il petrolio, il gas e l’idroelettrico regolabile sono “dispacciabili” (producono energia - più o meno - quando serve), il sole e il vento producono energia quando ci sono, non quando la rete ne ha bisogno. Per superare questo problema ci sono due soluzioni:
- modificare (nei limiti del possibile) la struttura della domanda di energia propria del nostro modello socioeconomico;
- integrare il sistema con sistemi di accumulo, per erogare energia quando la produzione è insufficiente (es. batterie).
I sistemi di accumulo tuttavia hanno, a loro volta, un costo energetico, e qui entra in gioco un secondo indicatore, ancora meno conosciuto: l’ESOEI (Energy Stored On Energy Invested). Ne parleremo in una prossima pillola!
Fonti utilizzate:
DELANNOY, L. et al., Energies, “Assessing Global Long-Term EROI of Gas: A Net-Energy Perspective on the Energy Transition”, MDPI (Multidisciplinary Digital Publishing Institute), 2021
MURPHY, D. J. et al., Sustainability, “Order from Chaos: A Preliminary Protocol for Determining the EROI of Fuels”, MDPI (Multidisciplinary Digital Publishing Institute), 2011
HALL, C. A. et al., Energy Policy, “EROI of different fuels and the implications for society”, Elsevier, 2014
COURT, V. & FIZAINE, F., Ecological Economics, “Long-Term Estimates of the Energy-Return-on-Investment (EROI) of Coal, Oil, and Gas Global Productions”, Elsevier, 2017
GATELY, M., Ecological Economics, “The EROI of U.S. offshore energy extraction: A net energy analysis of the Gulf of Mexico”, Elsevier, 2007
MOERSCHBAECHER, M. & DAY, J. W. Jr., Sustainability, “Ultra-Deepwater Gulf of Mexico Oil and Gas: Energy Return on Financial Investment and a Preliminary Assessment of Energy Return on Energy Investment”, MDPI (Multidisciplinary Digital Publishing Institute), 2011
FREISE, J., Sustainability, “The EROI of Conventional Canadian Natural Gas Production”, MDPI (Multidisciplinary Digital Publishing Institute), 2011
SELL, B. et al., Sustainability, “Energy Return on Energy Invested for Tight Gas Wells in the Appalachian Basin, United States of America”, MDPI (Multidisciplinary Digital Publishing Institute), 2011
AUCOTT, M. L. & MELILLO, J. M., Journal of Industrial Ecology, “A Preliminary Energy Return on Investment Analysis of Natural Gas from the Marcellus Shale”, Wiley-Blackwell, 2013
MOELLER, D. & MURPHY, D., BioPhysical Economics and Resource Quality, “Net Energy Analysis of Gas Production from the Marcellus Shale”, Springer, 2016
HU, Y. et al., Energy, “Energy Return on Investment (EROI) of China’s conventional fossil fuels: Historical and future trends”, Elsevier, 2013
LIOR, N., Journal of Energy Resources Technology, “Exergy, Energy, and Gas Flow Analysis of Hydrofractured Shale Gas Extraction”, ASME (American Society of Mechanical Engineers), 2016
WANG, J. et al., Resources, Conservation and Recycling, “Environmental impacts of shale gas development in China: A hybrid life cycle analysis”, Elsevier, 2017
KONG, Z. Y. et al., Petroleum Science, “Energy return on investment, energy payback time, and greenhouse gas emissions of coal seam gas (CSG) production in China: A case of the Fanzhuang CSG project”, Springer, 2017
CHEN, Y. et al., Journal of Cleaner Production, “Extended-exergy based energy return on investment method and its application to shale gas extraction in China”, Elsevier, 2020 ↩︎