EROEI: come e perché l’energia determina le forme della società (e non viceversa)

post-image

11 ottobre 2026 4 minuti di lettura

In una pillola precedente abbiamo parlato del ritorno energetico sull’investimento (energetico) delle principali fonti di energia (EROEI). L’EROEI è poco noto ai politici ed agli economisti e non è usato dagli ingegneri (la maggior parte di politici, economisti ed ingegneri ne ignora l’esistenza), eppure è un parametro fondamentale, poiché esso ha implicazioni sociali, economiche e politiche certe e determinanti: con un EROEI basso (convenzionalmente inferiore a 5:1) gran parte dello sforzo economico e produttivo della società deve essere dirottato semplicemente per ottenere l’energia necessaria a far funzionare il sistema di “estrazione e gestione dell’energia”, lasciando pochissimo surplus discrezionale per welfare, istruzione, sanità, arti, tempo libero, viaggi e tutto quanto a cui il carbone e il petrolio ci hanno abituati nell’ultimo secolo o poco più.

La maggior parte degli autori1 stima che per mantenere una società industriale “complessa” serva infatti un EROEI sistemico minimo di circa 10:1.

E l’economia finanziaria dov’è in tutto ciò? I tassi di interesse delle banche centrali? I mercati azionari? L’indebitamento? Tutto ciò a cui le politiche economiche affidano in via prioritaria il nostro benessere e le prospettive nostre e dei nostri figli? La risposta è: a valle dell’EROEI.

La moneta, i titoli, il debito, sono anticipazioni sul valore di energia futura. L’economia “virtuale” non può avere un valore superiore a quella dell’energia futura disponibile che intende rappresentare (ne abbiamo parlato in questo podcast).

Nella pillola precedente abbiamo visto l’EROEI delle principali fonti di energia, ma c’è un problema: per le fonti rinnovabili questo dato non è del tutto rappresentativo. Infatti la loro produzione di energia presenta un handicap importante rispetto ai combustibili fossili: non garantisce la stessa continuità nell’erogazione. I combustibili fossili (petrolio, gas etc.) sono energia stoccata a costi (energetici) estremamente bassi, per tempi anche molto lunghi e che può essere resa disponibile alla bisogna, immediatamente. L’energia da fonte rinnovabile non ha queste caratteristiche: è disponibile solo quando le fonti di energia (es. sole e vento) sono disponibili.

Se non si cambiano i modelli di consumo attuali (oggi, per dire, non è accettabile che l’ascensore, il citofono o l’apriporta funzioni solo ogni tanto e a caso), i sistemi di energia da fonte rinnovabile devono essere accompagnati da sistemi di accumulo, per immagazzinare l’energia generata in eccesso e restituirla quando manca il vento o il sole.

Questo è il motivo per cui non basta chiedersi quanto rende una fonte di produzione: bisogna chiedersi anche quanto rende l’accumulo che la deve accompagnare. Ed è qui che entra in gioco il secondo indicatore, ancora meno conosciuto dell’EROEI: l’ESOEI (Energy Stored On Energy Invested).

Le batterie infatti possono erogare solo l’energia che vi stata preventivamente stoccata. L’ESOEI misura quindi, per un sistema di accumulo, quanta energia viene restituita nell’arco della sua vita (su tutti i cicli di carica e scarica che è in grado di sostenere), rispetto all’energia investita per costruirlo, manutenerlo e smantellarlo. Non misura quindi energia prodotta, ma energia “prestata e restituita”: una batteria non genera energia, la riceve, la conserva (con qualche perdita) e la restituisce.

Un sistema elettrico reale è la somma di una fonte di produzione e, se quella fonte è intermittente, di un sistema di accumulo. L’EROEI “di sistema” complessivo dipende da entrambi: una fonte con EROEI alto abbinata a un accumulo con ESOEI basso può restituire, nel complesso, molta meno energia netta di quanto il solo numero della fonte lasci intendere. Guardare all’EROEI del pannello o della pala eolica senza guardare all’ESOEI della batteria che li deve accompagnare è un po’ come valutare le prestazioni di un aeroplano guardando solo le caratteristiche del motore e ignorando il peso del veicolo e del serbatoio necessario a portarlo a destinazione…

È un tema che tocca direttamente il cuore della missione di ResConDA: uno dei nostri assunti di base è che la ricchezza energetica netta disponibile alla società tenda a ridursi, man mano che le fonti più concentrate ed economiche da estrarre si esauriscono e si passa a fonti che richiedono più energia per essere rese disponibili e utilizzabili. EROEI ed ESOEI sono gli strumenti quantitativi che permettono di misurare questa transizione invece di limitarsi a raccontarla. Prima di credere a una narrazione – che sia ottimista o pessimista – sui sistemi energetici del futuro, vale la pena chiedersi: quanta energia restituisce davvero, e quanta ne costa davvero accumularla?

Ci fermiamo qui. L’obiettivo di questa pillola era chiarire il problema ed illustrarne la tremenda rilevanza per la nostra società. In una prossima pillola cercheremo di vedere gli ESOEI di alcuni sistemi di accumulo e come impatta sull’EROEI delle principali fonti di energia rinnovabile.


  1. Per tutti, vedi C. A. S. Hall, Cleveland, and Kaufmann, The long-run prosperity of a society depends on its capacity to maintain a sufficient energy surplus—the net energy remaining after the costs of energy production itself have been met, 1986. ↩︎