COP 27

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2 dicembre 2022 303 parole

Il 20 novembre si è chiusa a Sharm Al Sheik, in Egitto, la COP27 ovvero il 27° Summit intergovernativo dedicato al cambiamento climatico.

Non si aspettavano grandi risultati e le previsioni sono state confermate.
Unico risultato dato in pasto al pubblico è la realizzazione di un fondo intergovernativo destinato a finanziare i Paesi poveri che più di altri si trovano a dover fronteggiare le conseguenze del cambiamento climatico.
Di questo fondo è stata tuttavia rimandata a data da destinarsi ogni decisione riguardante quali Paesi ne potranno beneficiare, quali Paesi dovranno mettere i soldi per costituirlo e quanti soldi dovranno essere messi.
In sostanza si può dire che un Fondo così (unico risultato della COP), potremmo costituirlo anche noi. Dati i risultati, la critica volta al rappresentante italiano (il Ministro Pichetto) di essersene andato prima della conclusione forse lascia un po’ il tempo che trova e potrebbe persino costituire un motivo di plauso…

Peraltro, nessuna delle COP precedenti (la prima è di quasi 30 anni fa), sembra aver ottenuto risultati eclatanti, per lo meno per quanto riguarda le emissioni di carbonio in atmosfera (principale causa del cambiamento climatico), come dimostra il grafico sotto, che riporta le 26 precedenti COP e la parallela crescita di emissioni di CO2 in atmosfera.

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CO2 vs COPs. Come sarebbe andata se non le avessimo fatte?

Alla COP hanno partecipato 30.000 delegati provenienti da tutto il mondo. Ipotizzando una distanza media percorsa in aeroplano da ognuno di loro (A/R) pari a 5.000 km, hanno contribuito tutti insieme ad emettere circa 11.000 tonnellate di CO2 in atmosfera, circa le emissioni medie di 2.500 persone in un anno. Solo per raggiungere la COP.
Il costo energetico del Tonino Lamborghini International Convention Center dove si è tenuto il summit e quello dei canapè di gamberetti in coulisse di pompelmo li calcoliamo un’altra volta…