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Conflitto Russo-Ucraino: i danni delle guerre sull'ambiente.

TWh
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8 maggio 2024 318 parole

La guerra, distruggendo manufatti e organismi, può essere considerata come un’accelerazione temporanea dell’entropia. Essa dissipa grandi quantità di energia e produce CO2.

Nel marzo del 2022 la Russia avviava la sua “operazione speciale” per “l’eradicazione del nazismo” ucraino: ad essa dedicammo il nostro primo post.

Un rapporto finanziato dall’European Climate Foundation e realizzato con la collaborazione del governo Ucraino riportava il dato di 150 milioni di tonnellate di CO2e emesse a causa della guerra nei primi 18 mesi di guerra: di poco inferiori a quelle emesse dai Paesi Bassi in un anno.

Di queste 150 Mt, 37 per l’uso di armi, veicoli militari, munizioni ed altro “warfare” (circa 25 solo per il carburante usato dalle truppe russe…), 22 per gli incendi causati dal conflitto, 18 per il maggior consumo di carburante degli aerei costretti ad evitare lo spazio aereo russo, 55 stimati per le necessità della ricostruzione post bellica, il resto per le fughe di gas...

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Giusto per dare un assaggio in termini energetici, solo l’energia del carburante consumato dalle truppe russe nel periodo considerato sarebbe pari a 79 TWh, pari circa un terzo di tutta l’energia elettrica consumata in Italia in un anno.

Chi fosse interessato ad una panoramica più ampia sugli altri tipi di danno ambientale causati dal conflitto (immissione nell’ambiente di sostanza tossiche, inquinamento delle falde acquifere, etc.) può cercare qui.

Esattamente un anno fa a Roma c’è stata la Conferenza Bilaterale sulla Ricostruzione dell’Ucraina, con il Governo italiano e le delegazioni dell’industria edile e manifatturiera nazionale che – non può che venire in mente una nota specie di rapaci opportunisti – si proponevano soddisfatti per la ricostruzione del Paese martoriato, il Governo allo stesso modo lieto di far rientrare in Italia la spesa pubblica a tal fine destinata...

La ricostruzione viene considerata da sempre una occasione di crescita e generazione di ricchezza, nessuno soffermandosi più di tanto sulla distruzione di risorse che essa implica.