Barbecue!!!

MWh
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8 giugno 2026 733 parole

[Con l’arrivo dei primi (notevoli) caldi, il rito della grigliata domenicale torna prepotentemente di moda. È un momento di convivialità, di profumo di brace, di tempo passato all’aperto. Tuttavia, come per ogni attività umana, anche accendere un barbecue ha un costo energetico e ambientale, spesso sottovalutato perché “nascosto” dietro la fiamma e il buon cibo. Proviamo a fare chiarezza, analizzando l’energia incorporata (embodied energy) in ciò che mettiamo sul fuoco e nel combustibile che usiamo per cuocerlo.

Una grigliata si fa in gruppo, e più si è meglio è. Nelle nostre considerazioni cercheremo però di ricavare numeri “pro-capite” di consumi energetici e impatto.

[Partiamo dal “motore” della grigliata: il combustibile. La scelta classica ricade spesso sulla carbonella,]{.mark} soprattutto per la comodità di trasporto rispetto all’altra soluzione spesso adottata: il fornello a gas con bombola di GPL. La carbonella ha un potere calorifico di 9,5 kWh per chilogrammo di combustibile. Viene venduta in sacchi, solitamente da 3 kg. In una grigliata da 8-10 persone difficilmente si arriva a consumarne uno intero. Possiamo stimare quindi 2 kg di carbonella per l’intera compagnia, che fa 200 g a testa: l’energia “spesa” in carbonella per cuocere il cibo di una persona è di circa 2 kWh.

Per fare un confronto con il GPL, che ha un potere calorifico più alto (12,7 kWh/kg), dobbiamo usare un altro approccio: partendo dai dati di potenza di un fornello a gas da barbeque, stimando i tempi di cottura, possiamo ricavare l’energia totale e infine quella per ogni commensale.
Facendo una piccola ricerca di fornelli a gas da barbeque dimensionati per un pasto con circa 10 commensali, vediamo che le potenze nominali variano parecchio, ma la media si attesta intorno ai 10 kW. Possiamo stimare tre ore di cottura di tutto il cibo necessario per i partecipanti, a una potenza intermedia di 7 kW (ok abbrustolito ma non vogliamo mica bruciarle queste costine...). Si arriva quindi a 21 kWh totali, ovvero 2,1 kWh di energia necessaria per cuocere a gas il cibo di una persona. Risultato assolutamente comparabile con la carbonella, al lordo dei noti impatti ambientali legati alla combustione del carbone rispetto al gas. C’è però il solito fattore embodied energy: l’energia necessaria a produrre un fornello a gas come quelli visibili nel link sopra è certamente molto maggiore di quella che serve a produrre una semplice griglia da barbeque portatile (basta fare semplici considerazioni di peso, a parità di materiale che è fondamentalmente tutto ferro e acciaio).

Veniamo ora al cuore della questione: cosa mettiamo sulla griglia? Prendiamo come unità di misura 500 grammi di prodotto, una quantità realistica per una porzione abbondante.
Supponendo che le verdure grigliate siano un contorno più o meno sempre costante, il confronto che facciamo qui è tra il classico mix di carne di manzo (bistecca) e maiale (salsiccia e costine), contro alternative veg quali possono essere il tofu e/o i burger vegetali (abbiamo rimosso il “ham-” per non incorrere in problemi legali).
Del contenuto energetico del manzo abbiamo già parlato in una precedente pillola: 35 kWh/kg. Il maiale è un po’ meno impattante: secondo i dati dell’app Suasì sviluppata da Resconda, l’energia necessaria a produrre un chilo di carne di maiale è di 14 kWh/kg. Poniamo per semplicità che il mix manzo-maiale della grigliata sia 50-50. Per i 500g totali consumati da una persona otteniamo: 0,250 kg * (35 + 14) kWh/kg = 12,25 kWh.

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Dallo stesso grafico possiamo utilizzare il metodo delle proporzioni anche per il tofu: rispetto al maiale questo ha un ulteriore fattore 4 in meno di impatto: 1,2 kWh/kg. Creiamo un mix con un paio di burger veg, solitamenti fatti di legumi e soia. Prendiamo dal grafico i valori di piselli e latte di soia, le cui emissioni sono per entrambi di 1/100 (!!!) rispetto alla carne di manzo: 0,35 kWh/kg. Ipotizziamo 300g di tofu e 200g di burger, ottenendo così: 0,3 kg * 1,2 kWh/kg + 0,2 kg * 0,35 kWh/kg = 0,43 kWh.

Il confronto tra impatti energetici per le due soluzioni relative alla parte proteica della grigliata, carne di manzo e maiale da un lato e tofu e legumi da un altro, vede la soluzione veg consumare molta meno energia, quasi trenta volte meno rispetto alla controparte carnivora.

Il fedele lettore rescondiano non si sarà sorpreso nell’osservare (ancora una volta) che la materia prima dei cibi considerati ha un peso energetico molto superiore rispetto alla loro cottura.