Circa sei milioni di studenti tornano a scuola – tra scuola pubblica primaria o secondaria – e le loro famiglie sono chiamate ad acquistare i libri di testo. L’editoria scolastica è da tempo sospettata di adottare una strategia commerciale finalizzata a limitare il più possibile il mercato dei libri usati, pubblicando di continuo nuove edizioni dello stesso testo, in cui vengono tuttavia effettuate modifiche sostanzialmente poco significative. Al fine di difendersi da tale accusa il Codice di Autoregolamentazione del Settore Editoriale Educativo stabilisce che una nuova edizione è legittima “solo se differisce dalla precedente per almeno il 20% dei contenuti”. Tuttavia non sono pochi i casi in cui l’applicazione di tale prescrizione è stata messa in discussione. Nel 2024 il Codacons ha presentato un esposto in Procura per truffa contro le “finte nuove edizioni” dei libri scolastici, le cui modifiche dichiarate dall’editore sarebbero denunciate come “ristampe cosmetiche” (es. cambio di copertina e indice, nuove prefazioni o introduzioni, aggiunta/rimozione di immagini, modifica del numero di pagine o degli esercizi, etc.). Anche l’Antitrust ha aperto un’indagine conoscitiva sul mercato dell’editoria scolastica, includendo esplicitamente “le modifiche frequenti delle edizioni”, rilevando che la soglia del 20% di modifica è vaga e facilmente manipolabile.
Nel 2024 il fatturato dell’editoria scolastica italiana è stato di 790 milioni di euro circa (Dati AIE) con 22.836 libri di testo adottati nelle scuole (sic!), il dato medio è 115 euro per studente (in realtà il costo è molto variabile: da 50 € per la scuola primaria fino a 350 € per le scuole superiori).
Ma al di là del costo economico, qual è l’e-costo? Quale l’impatto ambientale? Ne abbiamo già parlato in questo post. Proviamo ora ad approfondire.
L’editoria è una delle filiere industriali a più alto impatto ambientale, soprattutto a causa dell’industria cartaria (settore in cui il nostro Paese è particolarmente forte, specialmente nella trasformazione della cellulosa in carta per uso grafico/editoriale). Il costo energetico della produzione di carta patinata stampata in quadricromia è di 24,83 kWh/kg, la distribuzione su camion pesa relativamente poco (trasporto su camion di 300 km), come l’e-costo dell’acquirente che si sposta in auto per andare ad acquistare i libri (in ipotesi, 3 km tot in auto privata per acquistare 4 kg di libri, diciamo tutti i libri di testo). In totale si arriva a 26,95 kWh/kg1: la produzione della carta e la stampa dominano quasi completamente il bilancio energetico, la distribuzione ha un impatto energetico marginale rispetto alle fasi industriali a monte (da notare che l’e-costo di chi si sposta in auto per acquistare i libri è 4,5 più alto di quello della logistica).
- Produzione + stampa: 95,2% (24,83 kWh)
- Viaggio auto acquirente: 3,9% (1,03 kWh)
- Trasporto/distribuzione all’ingrosso: 0,9% (0,23 kWh)
Quanti chilogrammi di libri vengono prodotti annualmente in Italia? Non essendo questo un dato disponibile abbiamo pesato i libri in dotazione ad una classe di tre Istituti di Torino di diverso ordine:
| Tipo scuola | Peso dei libri | E-costo/studente/anno |
|---|---|---|
| Primaria (4a elementare) | 6,00 kg | 157 kWh |
| Secondaria di primo grado (2a media) | 7,64 kg | 199 kWh |
| Secondaria di secondo grado (3a Liceo scientifico)2 | 15,67 kg | 409 kWh |
Il costo ambientale dei libri di testo di uno studente di liceo equivale al percorso di un automobile (a carburante fossile) di ca. 660 km.
Se ipotizziamo che ogni studente italiano acquisti libri del peso sopra indicato, ecco i risultati:
| Tipo scuola | kWh/studente/anno | Studenti (MIM, a.s. 2024/25) | GWh totali |
|---|---|---|---|
| Primaria | 157 | 2.170.746 | 339.9 |
| Secondaria di primo grado | 199 | 1.498.498 | 298.7 |
| Secondaria di secondo grado | 409 | 2.619.287 | 1.071 |
| TOTALI | — | 6.288.531 | 1.709.8 |
Per quanto l’ipotesi che il peso dei libri sia uguale per tutti gli studenti sia piuttosto “forte”, il dato è sorprendentemente simile a quello ricavato (in altro modo) in questo precedente post (1.750 GWh). Energia spesa per fare i libri – la stessa consumata in un anno da una città come Firenze – che viene di norma in gran parte non “riciclata” (se non in parte attraverso l’incenerimento), anche considerate le difficoltà sopra evidenziate del mercato dell’usato.
E magari la nuova edizione del libro viene giustificata dall’inserimento di qualche banalità sulla sostenibilità ambientale.
A margine, un dato interessante per le colonne vertebrali dei nostri studenti: il peso dei libri in Italia è almeno doppio rispetto al resto d’Europa (Fonte: Indagine conoscitiva AGCM, gen. 2026).