A tavola: l’impatto energetico di tre menù a confronto

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6 gennaio 2026 482 parole

Nell’autunno scorso è uscito un ponderoso rapporto della rivista medica Lancet che riguarda il cibo, in particolare l’eccesso di cibo, fornendo delle linee guida per renderne il consumo più sostenibile sia dal punto di vista della salute umana che dell’ambiente. In vista delle feste il Sole 24 Ore ha poi rilanciato la notizia, aggiungendo che il consumo di cibo, da solo, genera il 30% delle emissioni di gas climalteranti. Ecco, finalmente “cielodicono”!

Noi con l’App Suasì cerchiamo da anni di educare al consumo di cibo consapevole e, proprio partendo da Suasì e su questo tema, oggi vogliamo dare qualche informazione sul costo energetico-ambientale di 3 menù diversi: due propriamente dietetici, che mirano a fornire più o meno il nutrimento giornaliero necessario per un uomo adulto di 80 kg – il primo vegetariano il secondo “flexitariano” (con introduzione di carne bianca) - mentre il terzo è un “menù delle feste”, non proprio quello di Natale ma comunque molto auto-indulgente: abbondante colazione da hotel (caffè, spremuta, yogurt con miele e noci, croissant, pane burro e marmellata, uova al burro), pranzo completo (spaghetti al pomodoro, bistecca, insalata mista, macedonia, pane, caffè e coca cola) e cena a casa di amici (bruschetta con alici, tartare di manzo, involtini di bresaola, risotto ai formaggi, polpettone, patate al forno, tiramisù, caffè, amaro, spumante, vino rosso e acqua in bottiglia). Ingredienti e relative quantità sono tratti da un sito web di ricette (scelto a caso).

I valori di CED (Cumulative Energy Density: ovvero energia accumulata nello specifico prodotto necessaria a renderlo disponibile al consumatore) sono in gran parte quelli utilizzati da Suasì.

I risultati sono circa 10,7 kWh per i menù giornalieri dietologici (praticamente uguali), contro i 34,2 kWh del menù “indulgente”:

Dieta vegetariana: 10.699 Wh

Dieta flexitariana 10.716 Wh

Menù delle feste 34.160 Wh

Riportiamo di seguito gli e-costi raggruppati relativi al menù auto-indulgente, con scale di colori ad indicare gli elementi più “costosi”. Sul totale di 34,16 kWh la colazione pesa per 7,40 kWh (il valore maggiore: 3 arance per la spremuta!), il pranzo 12,67 kWh (la bistecca!!!) e la cena 14,08 kWh (anche qui principalmente le carni…).

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COLAZIONE: caffè, spremuta di arance, yogurt con miele e noci, croissant, pane burro e marmellata, uova al burro
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PRANZO: spaghetti al pomodoro, bistecca, insalata mista, macedonia, pane, caffè e coca cola
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CENA: bruschetta con alici, tartare di manzo, involtini di bresaola e formaggio, risotto ai 4 formaggi, polpettone delle feste con patate al forno, tiramisù, caffè, spumante, vino rosso, amaro e acqua in bottiglia.

Infine, ecco i valori per i due menù dietetici (quasi modello Prof. Birkenmeyer..), su cui pesano in particolare sul primo i carciofi (mangiati fuori stagione) e sul secondo il pollo.

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Occorre inoltre tenere presente che non abbiamo considerato i costi energetici necessari per la preparazione (cottura) dei cibi: senza dubbio aggiungendo questi ultimi il peso ambientale del menù “indulgente” andrebbe a crescere ancora di molto.